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domenica 12 giugno 2011

Riflessione 2: contributi e sostegno alle attività

E' importante definire il ruolo dell'amministrazione come ruolo di indirizzo, stimolo, coordinamento e non come sostegno economico delle attività culturali.

La frase sopra riportata è contenuta nella Relazione Previsionale e Programmatica del bilancio 2011-2013 a pag. 98 ed è giustificata dalla necessità di garantire la sostenibilità finanziaria delle attività comunali. Più semplicemente, il Comune intende svolgere solo una funzione "logistica" e non fornire contributi economici a chi organizza attività culturali e ricreative.

Le precedenti Amministrazioni sarmatesi hanno sempre riconosciuto contributi annuali alle associazioni del paese, secondo quanto previsto dal Regolamento comunale e attraverso delibere di Giunta ben chiare (quindi in modo trasparente), sulla base dei bilanci preventivi e consuntivi presentati dalle associazioni stesse. Alla luce di questo criterio oggettivo, per ciascuna associazione le cifre annuali si sono sempre assestate entro i seguenti margini: da un minimo di poche centinaia di euro ad un massimo di quasi 2000 euro.
Alcune iniziative, soprattutto quelle organizzate da giovani, ricevevano un'attenzione particolare, perchè erano considerate particolarmente significative per il paese e meritevoli di sostegno (ad esempio, il Sun Rock Festival).

L'attuale Amministrazione ha inteso modificare tale consolidata e regolamentata prassi ed ha sospeso qualsiasi forma di aiuto economico, giustificando la propria decisione alla luce delle difficoltà economiche degli enti locali, assumendo esclusivamente un "ruolo di indirizzo, stimolo, coordinamento".

Eppure, per una recente iniziativa culturale, organizzata a Sarmato ma non da un'associazione locale, l'Amministrazione ha fornito un "supporto tecnico" del costo di quasi 3000 euro (costo reso pubblico solo a consuntivo con determina di pagamento, senza una precedente delibera di programmazione e di giustificazione dell'impegno economico da sostenere).
Validissima l'iniziativa culturale, ma...per l'Amministrazione sono forse meno valide le attività organizzate dalle associazioni sarmatesi alle quali però il Comune non contribuisce con "supporti tecnici" di tale livello economico?

Il principio vorrebbe che, se non ci sono soldi, non ce ne sono per nessuno...
Sabrina





mercoledì 22 settembre 2010

La ricerca del consenso

"La vecchia amministrazione utilizzava le associazioni come serbatoio di voti. Il Comune ora deve venirci incontro per sistemare ciò che non è in regola"
Questo è quanto dichiarato da Fracesco Marazzi in assemblea pubblica, mercoledì 15 settembre, e riportato da Libertà. Poichè a più di una settimana di distanza non è comparsa alcuna smentita o rettifica, devo pensare che le parole trascritte dal corrispondente siano quelle effettivamente pronunciate, pertanto mi piacerebbe raccontare la mia versione dei fatti, visto che anche sul blog il rapporto tra associazioni e precedente amministrazione è un tema più volte sollevato.
In primo luogo vorrei spiegare in quale modo ho cercato di relazionarmi con le numerose associazioni del paese.
Ho sempre pensato che compito di una amministrazione fosse quello di sostenere ed appoggiare i programmi delle associazioni, rispettandone l'autonomia, senza ingerenze ed intromissioni ma anche senza sovrapposizioni di programmi. Per questo il Comune, durante il mio mandato, ha svolto la funzione di supporto logistico-organizzativo (mettendo a disposizione personale, strutture e mezzi, garantendone il più possibile l'accessibilità e la funzionalità) ed ha favorito l'attuazione delle iniziative attraverso l'erogazione di contributi economici nella forma più equilibrata possibile. Naturalmente, nella definizione dei contributi, l'Amministrazione da me diretta aveva fatto delle scelte, condivisibili o meno, ma dichiarate ed evidenti: i gruppi e le attività dei giovani sono state giudicate particolarmente meritevoli di sostegno perchè si potevano configurare, oltre che come occasioni di svago, divertimento ed aggregazione, anche come occasioni di crescita del senso di appartenenza alla nostra comunità.
A fondamento di questo approccio stanno il significato ed il valore che io attribuisco alle associazioni ciascuna delle quali, in quanto espressione di una parte della collettività sarmatese, opera a beneficio della collettività medesima, essendo emanazione del nostro territorio, agisce "pro-loco", cioè a favore di Sarmato. Non mi sono mai sognata quindi di subordinare il riconoscimento di un contributo allo svolgimento di qualche pretesa mansione aggiuntiva (ad esempio la cura del verde pubblico svolta gratuitamente da un gruppo) con valore sociale, perchè ogni iniziativa associativa ha già di per sè valore sociale.
Può essere quindi giustificata l'affermazione di Francesco Marazzi contenente l'accusa di clientelismo? A prescindere dal fatto che la risposta potrebbe già essere evidente dal risultato elettorale, credo che sia difficile interpretare come "ricerca del consenso" l'azione di una amministrazione che svolge il proprio ruolo istituzionale, ossia quello di promuovere le iniziative della collettività, di garantire a tutti i gruppi del paese la possibilità di esprimere e concretizzare la propria progettualità culturale, ricreativa e sociale.
Ma se ancora questo non bastasse, si potrebbe anche ricordare che le associazioni sarmatesi mai hanno assunto una condotta "clientelare", mai si sono sentite nè mostrate docili strumenti per raccogliere voti (anzi, il più delle volte, a turno e pubblicamente, le associazioni lamentavano la scarsità del contributo economico o manifestavano varie critiche all'amministrazione).
Ora, al contrario, cosa abbiamo? Un'amministrazione che non spiega quali criteri segua per erogare contributi alle associazioni, che vincola la concessione del contributo alla presentazione dell'elenco dei soci e chiede alle associazioni di accollarsi l'esecuzione di lavori di manutenzione su aree pubbliche, che nei fatti non dà contributi a nessuno, che ingerisce nelle attività associative e si appropria di tutte le manifestazioni realizzate dalle associazioni, fregiandosi del successo ottenuto.

Sabrina